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Pensieri sulla Quarentana - I ragazzi del LIQ e le loro esperienze

I Racconti degli studenti del Liceo Internazionale Quadriennale

Cosimo

Il periodo della quarantena , ci ha fatto riscoprire cuochi, giardinieri, poeti , pittori e scrittori. Per quanto riguarda me , devo dire che tra tante cose, mi sono scoperto giardiniere e contadino. Ho curato il giardino piantando fiori, pulendo le aiuole e potando le piante. Un' altra cosa che ho fatto è stato piantare i pomodori: ho montato la struttura e seminato . Sono nate le piante che si sono arrampicate sulle canne da me inserite nella terra. Ci sono tre tipi di pomodori e i frutti sono già nati, ma non sono ancora maturi. 

La quarantena mi ha fatto capire che la natura va curata e i frutti che ti offre ti danno più soddisfazione che giocare alla play station,  rinchiusi in casa. A volte tante cose si danno per scontate, siamo presi dalla frenesia della vita, sempre di corsa, senza avere tempo per soffermarci a pensare alle cose semplici, come esempio  piantare semi che daranno in futuro dei frutti.. questo periodo di "riflessione forzata" ha fatto in modo che le famiglie si siano coalizzate insieme  per superare la criticità del momento. 

La soddisfazione più grande è stata la consapevolezza che insieme alle persone che ami, superi tutto, ed anzi, insieme a loro riesci a far venire fuori da te cose che non immaginavi neppure avessi dentro: l' amore per la natura, esempio.  Un tornare alla terra, come una volta , è stato come tornare indietro nel tempo, secondo me è stato positivo questo " retrocedere", le cose semplici hanno i loro lati positivi  forse più del progresso, anche se quest' ultimo è utile ed importante.

Lavinia 

Ci si aspetta che in quarantena le persone abbiano scoperto attività che, solitamente, nella vita quotidiana, non si ha tempo o voglia di fare, perché troppo presi dal lavoro o dagli amici. Ebbene la mancanza assoluta di svago in questi mesi ha rappresentato per molti la possibilità sperimentare, di buttarsi in nuove esperienze o di riscoprire vecchie passioni. Le persone si sono impegnate a trovare passatempi utili e dilettevoli per poi diffondere sui social e sui giornali le loro idee: cucinare, scrivere, disegnare, leggere, fare workout…ovviamente tutto all’interno delle proprie mura di casa.

Ebbene anch’io all’inizio di quest’esperienza di confinamento pensavo che il tanto tempo a libero a disposizione mi avrebbe permesso di trovare il mio hobby ideale, ma non è successo. In questi mesi mi sono resa conto che il tempo passa più velocemente di quanto si pensi e solo quando è troppo tardi capiamo di aver perso momenti che si sarebbero probabilmente rivelati unici e piacevoli.

In un battito di ciglia ho realizzato che le mie giornate si sono susseguite in una routine semplice e ordinaria, piatta oserei dire. Ho studiato, ho partecipato a numerose videochiamate, ho guardato televisione e telefono e ho passato tempo con la mia famiglia, eppure non ho avvertito un forte cambiamento rispetto a quella che era la mia vita prima dell’avvento del COVID19.

Ora che la quarantena è finita mi rendo conto di essermi sicuramente riposata nelle settimane che mi hanno separato dal mondo esterno, ma anche di non aver svolto niente di produttivo per me stessa o per il mio futuro e ora che guardo a quest’estate, che si rivelerà sicuramente diversa da come me l’ero immaginata, sono sopraffatta dalla sensazione di impotenza che il pensiero dei prossimi mesi mi trasmette.

Ripenso a quello che sarebbe potuto essere il mio penultimo anno di liceo e mi rendo conto che è come se un periodo importante della mia vita mi fosse stato portato via per catapultarmi direttamente alla fine del mio percorso scolastico. Questi tre mesi passati in casa non mi hanno permesso di godere a pieno la scuola e non ho avuto nemmeno il tempo di metabolizzarlo che mi sono ritovata alle porte del mio ultimo di liceo, l’ultimo di fantastiche esperienze con i miei amici e i miei professori. E ora che il nastro che a partire da marzo è stato messo in standby ricomincerà a scorrere, si pensa al futuro e alle responsabilità che esso comporta, nella speranza che i fatti si svolgano in modo diverso (possibilmente fuori dalla porta di casa!).

didattica-distanza-scrivania

Virginia 

Durante questo periodo di isolamento sono passata dall' essere contenta perché non dovevamo più andare a scuola, a rimpiangere quei giorni passati sui banchi con i miei amici e i professori. Dopo tre lunghi mesi ho capito che la scuola, secondo me, è meglio della didattica a distanza perché è più facile interagire con i professori e con i compagni di classe.

In questi mesi ho capito che la scuola è un luogo e un passaggio fondamentale nella vita di uno studente, quindi quando a settembre si tornerà a scuola, anche se con la mascherina e guanti, la apprezzerò più di prima, perché la verità è che mi manca quell’ ambiente, i miei compagni e professori.

Per quanto riguarda il tempo libero posso dire di non aver svolto nessuna attività oltre aver partecipare alle lezioni online, ho passato troppo tempo al telefono e ho praticato attività fisica tutti i giorni.

Questo periodo ci deve far riflettere perché come abbiamo visto le cose che prima davamo per scontate possono esserci tolte in pochi giorni e per questo motivo credo che quando tornerà tutto alla normalità le cose cambieranno in meglio.

Andrea 

Durante questo periodo di quarantena ho constatato come fosse la didattica online, visto che già da due anni avevo in mente l‘idea di trasferirmi a fare una scuola online. La mia idea era quella di fare una scuola online per allenarmi sia mattina che pomeriggio visto i buoni rendimenti che ottenevo col passare del tempo, è stata una scelta che abbiamo discusso io, i miei genitori, l‘allenatore e i genitori di alcuni miei amici che fanno già questo stile di vita.

Tutto è iniziato quando sono tornato dai campionati italiani dove persi veramente di poco, per colpa dei crampi e visto che in due giorni avevo già fatto 4 partite e 9 ore e mezzo di gioco, contro il numero 1 d‘Italia e 3 d‘Europa.
Da lì mi venne in mente di cambiare scuola facendo l‘online anche perchè molti allenatori che mi videro a quel torneo mi spronarono per fare qualcosa per cambiare visto che avevo ottenuto quei risultati con solo 4 giorni di allenamento la settimana. La cosa che mi fece più piacere fu avere ricevuto il rispetto da tutti gli altri migliori giocatori cosa che prima non avevo,visto che non avevo fatto grandi risultati.

Facendo la didattica a distanza avrei potuto continuare a studiare, ma stavolta mettendo in primo piano il tennis. I lati positivi erano che potevo dedicare la gran parte della giornata al tennis e che avrei potuto fare grandi miglioramenti, il lato brutto era che non avrei ricevuto una istruzione appropriata e che non avrei avuto un rapporto con altri ragazzi della mia età. La cosa che preoccupava più mia madre era appunto questa, perchè non avrei visto ragazzi della mia età non andando a scuola e passare un anno intero tutti i giorni per ore con l‘allenatore e dei ragazzi adulti; alla fine abbiamo scelto di continuare con la scuola normale.

Durante questi mesi ho giocato molto tempo a carte coi miei genitori e mio nonno, cosa che prima non facevo; è stato una cosa un po' strana perchè non si faceva mai prima, ma ora abbiamo smesso,almeno io, perchè sono molto competitivo. Il più grande problema è stato non poter giocare a tennis e non potersi allenare sia all‘aperto che in palestra.

Durante la quarantena ho avuto la splendida idea di non allenarmi e appena riniziato ne ho avute le conseguenze, non riuscivo ad allenarmi per più di un‘ora. Per un mese è stato così, poi da una settimana a questa parte mi sono allenato mattina e pomeriggio in palestra e atletica ed ora sono tornato quasi in condizioni accettabili secondo il mio allenatore.

Non poter uscire e vedere gli amici è stato brutto perchè andando a scuola anche se uno era svogliato comunque era felice e gli faceva piacere ritrovarsi tutti insieme a scuola dove si poteva, oltre che studiare ovviamente, fare due risate o semplicemente parlare e stare in compagnia, cosa che mi è mancata un sacco in quarantena.

Ora non vedo l‘ora di poter andare qualche giorno al mare ad abbronzarmi che sono rimasto il più bianco della famiglia e questa cosa mi scoccia seriamente. Non mi sembra nemmeno vero che manchi solo una settimana alla fine della scuola e un po‘ mi dispiace; gli ultimi giorni sono sempre i più belli e non poterli passare a scuola tutti insieme è triste.

Sergio

Appena furono sospese tutte le attività scolastiche io e la mia famiglia ci siamo trasferiti all’Abetone per continuare gli allenamenti di sci. Però dopo un paio di giorni furono sospese tutte le attività sportive e iniziò la “quarantena”.

Mio padre per lavoro doveva tornare a Lucca, mentre i miei fratelli insieme a mia madre decisero di rimanere in montagna perché oltre a loro vi erano altre 2 famiglie e quindi potevano fare passeggiate e stare tra di loro. Io decisi di tornare con mio padre a Lucca. Per poco più di un mese restai a Lucca, frequentavo normalmente le lezioni, studiavo, guardavo la TV e così via. Dall’inizio della quarantena mi sono cucinato quasi tutto da solo ed ho imparato un sacco di piatti e ricette nuove che prima non sapevo fare perché non cucinavo quasi mai.

La mattina andavo in ufficio, che si trova accanto a casa mia, e partecipavo alle video lezioni, con le quali non ho mai avuto problemi. Siamo tornati all’ Abetone per un fine settimana durante le vacanze di Pasqua. Dopo un mese e mezzo ci siamo ricongiunti con il resto della famiglia a San Gennaro, un paesino vicino Capannori, nel quale risediamo tutt’ora.

Durante la “prima fase” della quarantena sono restato in casa e non ho visto nessuno. Nella “seconda fase” invece ho ricominciato a vedere qualcuno però esco meno anche perché abitando a San Gennaro sono meno autonomo e devo essere accompagnato con la macchina.

Secondo me facendo un bilancio di questa “quarantena” naturalmente il risultato viene negativo nonostante potesse andare molto peggio, tutta l’Italia è riuscita a gestire questa nuova situazione abbastanza bene, però è ancora presto per dirlo perché molte delle conseguenze devono ancora venire.

Sono abbastanza contento anche delle video lezioni perché non ho avuto particolari problemi di connessione, questo non vuol dire che preferisco il metodo online alla scuola. A causa di questa quarantena ho saltato anche molte feste e i miei amici mi sono mancati molto. Spero che non vi saranno gravi conseguenze e che torni tutto come prima al più presto.

Giulia

Ritengo che questa quarantena abbia insegnato a molte persone il valore delle piccole cose, che possono essere ad esempio fare una passeggiata o stare in compagnia di un’altra persona. Io personalmente ho avuto la possibilità di trascorrere più tempo con la mia famiglia, cosa che ho apprezzato molto e che riuscivo raramente a fare in tempi normali per via di tutti gli impegni che ognuno di noi aveva.

Nel periodo di confinamento ho imparato a fare delle torte e a cucinare qualcosina con mia mamma, ma in momento in cui ho veramente deciso di imparare a cucinare è stato all’inizio della fase 2, cosine da poco, ma da qualche parte si dovrà pur iniziare! Uno dei momenti più belli in assoluto è stato sicuramente poter rivedere il mio ragazzo e i miei amici dopo due mesi, tremavo dalla gioia.. è stato bellissimo poter iniziare a passare delle giornate o delle serate con loro, raccontarci le cose che abbiamo fatto e imparato durante questo periodo ma soprattutto poterli abbracciare con tranquillità dopo i primi momenti di esitazione.

Riguardo la scuola invece ritengo che la didattica a distanza sia stata abbastanza efficace ma non quanto quella in presenza, è stato molto più difficile chiedere un aiuto o delle spiegazioni, almeno per me, per non interrompere i prof nel poco tempo che avevano a disposizione, ma tutto sommato è stato istruttivo capire come le persone siano riuscite ad adattarsi alla situazione così in fretta, sia alunni che insegnanti. Purtroppo l’Italia avrebbe dovuto reagire a questa emergenza in maniera più tempestiva, senza lasciare nulla al caso; resto quindi nella speranza che nella remota possibilità di un’altra emergenza si sappia come gestire il tutto nel miglior modo possibile

strade e negozi chiusi

Kessy Lin

La quarantena è stata per me un'esperienza nuova, come per il resto delle persone. Dover ritrovarsi a passare così tanto tempo in casa, come immagino sia successo a tutti, ha portato noia e ore infinite passate a pensare a cosa fare di produttivo.

Cosa hai imparato da questa quarantena? Qual è la prima cosa che farai appena metterai piede fuori casa? Come vedrai il mondo ora che hai vissuto questa esperienza?

Queste sono le solite domande che una persona si pone, ma parlando delle risposte, è veramente cambiata la nostra vita? La prima volta che sono uscita di casa, il 14 Giugno 2020, precisamente tre mesi e mezzo dopo essermi messa in quarantena, ho notato come prima cosa le persone in giro che portavano la mascherina. Le persone non sono cambiate, non sono più cattive o più buone, sono rimaste le stesse, con l'unica eccezione che portano la mascherina.

Personalmente, non penso di aver imparato molto da questa esperienza a parte il fatto che la tua famiglia è l'unica che ti rimarrà sempre accanto. Ho solo in qualche modo realizzato l'importanza e il significato delle piccole cose, cosa che a sua volta mi ha aperto gli occhi sulla 'fortuna' che noi tutti abbiamo e con cui conviviamo senza mai apprezzarle tanto a fondo. Vivere chiusa in casa, ventiquattr'ore su ventiquattro, non è stato difficile soltanto perché mi sono ritrovata privata del contatto con le altre persone, ma anzi sono proprio le mie abitudini che mi sono mancate maggiormente.

Mi alzavo presto la mattina, intorno alle sei, prendevo il bus, il treno e poi dritta a scuola alle otto e mezza. La stessa cosa accadeva al pomeriggio, treno, bus e poi casa. Lo trovavo stancante, ma ora ripensandoci l’unica cosa che potrebbe riportarmi indietro prima dell’arrivo di questa epidemia, sarebbe proprio questo: respirare l’aria mattutina, dietro la linea gialla del binario 1 mentre aspetto che arrivi, come solito fare 5 o passa minuti in ritardo, il treno diretto a Viareggio.

Era un viaggio che, nonostante fosse stancante mi permetteva di trovare piacere nel semplice ritorno a casa; nell’aprire la porta di casa, appoggiare lo zaino a terra e togliermi successivamente le scarpe, per poi stendermi a letto una ventina di minuti prima di riportare la mia attenzione sulla scuola e lo studio. L’anno 2020 resterà nei nostri ricordi, segnato dal COVID19, non c’è dubbio. Ma spetta a noi fare il cambiamento, decidere se questo ci ha insegnato qualcosa o meno, decidere anche, se vogliamo migliorare come persone, avere più empatia verso chi, come abbiamo compreso in questi pochi mesi, vive in queste condizioni da tutta la vita forse. 'Changes are inevitable, but growth is optional'.

Micol

Dal 5 marzo fino al 4 maggio, a causa della pandemia, la mia routine è stata stravolta. Le giornate sono state molto lunghe e noiose ed è stato abbastanza difficile far passare il tempo rapidamente. Ho provato molti metodi di svago come guardare nuove serie TV su Netflix, chiamare i miei amici, provare alcune nuove acconciature, leggere nuovi libri, disegnare, guardare i film con la famiglia, giocare col cane in giardino e fare passeggiate in paese e in collina.

A causa del virus non posso più uscire con gli amici, andare a scuola e vedere i miei compagni di classe, anche perché vivono in città diverse dalla mia. Anche la vita sportiva delle persone &egrave cambiata, compresa la mia. Alcune persone hanno provato a cercare dei nuovi modi per l’allenamento in casa, mentre altre, come me, hanno preferito smettere di allenarsi e riposare.

Personalmente, la didattica a distanza mi è piaciuta molto, perché avevo la possibilità di svegliarmi più tardi, dal momento che abito lontano da scuola e normalmente impiego poco più di quaranta minuti ad arrivarci. Inoltre mi lascia più tempo libero ed è più facile fare i compiti, avendo strumenti più tecnologici che mi facilitano le cose. Ho sempre voluto provare la scuola online e per certi versi sono contenta di questa quarantena.

Angela Li

La vita durante la quarantena è cambiata per tutti gli abitanti del nostro pianeta perché siamo obbligati a stare a casa. Nel periodo della quarantena non posso più uscire con gli amici, posso solo stare a casa, alzarmi, fare le video lezioni, pranzare, giocare al telefono, fare la doccia e dormire. A me non mi piacciono le video lezioni perché bisogna alzarsi presto, se mi alzo presto sarò stanca e se sono stanca quando facciamo le video lezioni non riesco a sentire niente, quindi per me le video lezioni sono inutili. L’unica cosa positiva è che non devo più stare in macchina per 40 minuti per andare a Lucca. Molti hanno paura di prendere il virus, ma secondo me non lo prenderò quindi non ho paura.